domenica 17 maggio 2009

Inziative Circolo PD di Chiesanuova


  • Sabato 23 Maggio 11.00-12.30 presso gazebo e volantinaggio presso mercato Ciliani con Massimo Carlesi
  • Sabato 23 Maggio 15.00-16.00 presentazione dei candidati con Lamberto Gestri al circolo “Favini” Chiesanuova
  • Domenica 24 Maggio 18.30-20.00 aperitivo con Massimo Carlesi nei locali del circolo “Favini”
  • Venerdì 29 Maggio aperitivo 18.30-20.00 al circolo “Favini”
  • Sabato 30 Maggio 17.00-19.00 giro per i Ciliani e Chiesanuova con Lamberto Gestri
  • Mercoledì 03 Giugno 21.00, cena con Massimo Carlesi e Lamberto Gestri al circolo “Favini”
Volantinaggi tutti i Sabato mattina (16, 23 e 30 Maggio) presso:
  • Supermercato Penny di via Wangen
  • Supermercato Dico via Tirso
  • Supermercato Coop di via Bologna
  • mercato del Sacro Cuore - Ciliani
Volantinaggi tutti i Sabato pomeriggio (16, 23 e 30 Maggio) presso:
  • giardini di via Busento
  • giardini di via Tirso
  • giardini di via del Campaccio
  • giardini di via Baracca
  • giardini di via dei Gobbi
Tutti i giorni i locali del circolo PD di Chiesanuova saranno tenuti aperti tutti i giorni da
studenti.

sabato 9 maggio 2009

Candidati alle elezioni amministrative 2009

I candidati alle elezioni amministrative 2009 espressi dal circolo PD di Chiesanuova sono:

Consiglio provinciale

  • Emiliano Citarella (laureando in scienze politiche)
Consiglio comunale
  • Linda Pieragnoli (giornalista)
  • Lia Vanni (Pensionata)
Consiglio circoscrizionale
  • Marco Baldi (imprenditore)
  • Filippo De Rienzo (ingegnere)
  • Luca Nutile (geometra)
  • Rossana Melani (pensionata)
  • Giovanni Moschiti (pensionato)
  • Luana Racaniello (dipendente SoRi)
  • Gianna Reali (dipendente ASM)
  • Gabriele Tesco (ispettore Publies)

domenica 18 gennaio 2009

I giovani di Chiesanuova incontrano Paolo Abati

Giovedì 22 gennaio alle ore 21.15 al Circolo Favini di Chiesanuova i giovani incontrano Paolo Abati nell'ambito della campagna delle Primarie del Partito Democratico

Solidarietà al giovane militante di RC

L'aggressione avvenuta nei confronti del giovane militante di Rifondazione Comunista è un atto gravissimo che condanniamo con tutte le nostre forze.
Occorre che tutta la città si unisca nella solidarietà al giovane aggredito: lo spirito democratico dei pratesi deve prevalere sulla violenza fascista.
Serve un lavoro comune delle istituzioni, delle associazioni, dei partiti per non lasciare nessuno spazio a chi minaccia la democrazia e la libertà.

CIRCOLO PD di CHIESANUOVA

mercoledì 14 gennaio 2009

Le primarie a Prato della coalizione di Centro sinistra

Il 15 Febbraio si terranno a Prato saranno le primarie di coalizione della quale fanno parte Pd, Verdi, Pdci, Sinistra democratica, Rifondazione (con solo i “vendoliani”), e l'Italia dei valori; da queste votazioni emergeranno i candidati a Sindaco e Presidente della Provincia di Prato della Coalizione di Centro sinistra per le elezioni amministrative di Giugno.

I candidati alle primarie per il Partito Democratico per la carica di sindaco sono Paolo Abati e Massimo Carlesi, mentre per Lamberto Gestri rappresenterà il partito nella corsa verso la provincia.

Chi può votare alle primarie:

Le primarie sono APERTE a tutti gli elettori che esercitano il diritto di voto alle elezioni regionali.

Hanno diritto di voto alle Primarie tutte le persone (cittadine e cittadini italiani nonché cittadine e cittadini dell'Unione Europea e cittadine e cittadini di altri paesi, iscritti e non iscritti al Partito Democratico) che, al momento del voto, siano in possesso dei seguenti requisiti:

  • a) siano residenti nel Comune di Prato
  • b) abbiano compiuto i sedici anni di età
  • c) dichiarino di riconoscersi nella proposta politica del Partito Democratico, accettando di sostenerlo alle prossime elezioni amministrative e di essere registrate nell'Albo elettori del Partito Democratico, registrazione che può avvenire anche al momento del voto
  • d) siano in possesso, qualora cittadini di paesi non facenti parte dell'Unione Europea, di regolare permesso di soggiorno in corso di validità.

Come si vota:

L'elettore che intende partecipare alle elezioni primarie promosse dalla coalizione si presenta al seggio speciale a cui è stata assegnata la sezione "ordinaria" in cui egli normalmente vota.

  • L'elettore chiede al presidente del seggio la scheda delle elezioni primarie a cui intende partecipare (la legge prevede schede distinte per ciascun tipo di primarie)
  • Per votare, l'elettore deve presentarsi con un documento valido di identità e, ove ne sia in possesso, con la tessera elettorale ed il pagamento di 1 Euro
  • Il presidente verifica che l'elettore sia iscritto nelle liste elettorali di quella sezione e gli consegna la scheda richiesta.
  • L'avvenuto esercizio del voto viene annotato a margine delle liste elettorali. I registri con l'elenco degli elettori che hanno votato, una volta concluse le operazioni elettorali, vengono sigillati e consegnati all'Ufficio elettorale del Comune, che provvederà successivamente a distruggerli.

Dove si vota:

Si vota in seggi elettorali allestiti dal PD, che raggruppano le sezioni elettorali ordinarie.
I seggi rimarranno aperti dalle ore 8 alle ore 21.
Appena disponibili pubblicheremo le sedi dei seggi elettorali.

Intanto vi invitiamo a partecipare agli incontri che il Partito democratico promuoverà nei prossimi giorni per far conoscere i programmi e gli idee dei nostri candidati.

mercoledì 5 novembre 2008

YES WE CAN!!!

LE PAROLE DI BARACK OBAMA NELLA NOTTE IN CUI HA VINTO LE ELEZIONI NEGLI STATI UNITI

Se c'è qualcuno là fuori che ancora dubita che gli Stati Uniti siano
un posto in cui tutto è possibile, che dubita che il sogno dei nostri
fondatori sia ancora vivo, che si interroga sul potere della nostra
Democrazia: questa notte ha avuto una risposta.

È la risposta di giovani e vecchi, ricchi e poveri, democratici e
repubblicani, bianchi e neri, ispanici e asiatici, gay e etero,
disabili e non.

Gi americani hanno lanciato un messaggio al mondo: non siamo mai stati
un insieme qualunque di individui o un insieme di stati blu o rossi.

Siamo e saremo per sempre gli Stati Uniti d'America.

America siamo arrivati fin qui.

Abbiamo visto così tanto, ma c'è ancora molto da fare.

Questa notte dobbiamo chiederci: se i nostri bambini vivranno
abbastanza per vedere il prossimo secolo, se le mie figlie saranno
così fortunate da vivere più di 100 anni, quali cambiamenti vedranno?
Quali progressi avremo fatto?

Adesso possiamo rispondere a questa domanda.

È il nostro momento.
È il nostro tempo.
È ora di ridare un lavoro alla gente, dare opportunità ai nostri
ragazzi, ristabilire prosperità, promuovere la pace, riaffermare il
sogno americano e una grande verità: che tra tanti siamo uno solo, che
mentre respiriamo speriamo e quando incontriamo scetticismo o dubbio o
incontriamo chi ci dice che non possiamo noi risponderemo: Yes We Can

giovedì 16 ottobre 2008

Marco Romagnoli e Massimo Logli hanno annunciato la scelta di non essere ricandidati alle prossime elezioni amministrative

Di seguito le lettere aperte con cui il Sindaco Marco Romagnoli e il Presidente della Provincia Massimo Logli hanno annunciato la volontà di non presentare la propria ricandidatura

LETTERA DI MARCO ROMAGNOLI

Gli anni trascorsi, il momento attuale, ed anche il futuro più immediato, rappresentano una delle fasi più difficili che la città abbia affrontato nell’ultimo mezzo secolo. Si sommano fenomeni epocali, come la globalizzazione e le grandi migrazioni, con una crisi dell’industria tessile ormai decennale e con un cambiamento sociale su cui certo incide una numerosa popolazione di migranti, ma anche il declinare dei ceti che hanno costituito l’ossatura e la forza economica del distretto. Operai, artigiani, piccoli imprenditori, che hanno garantito la continuità dello sviluppo, la coesione sociale, la continuità del buon governo cittadino, si sono ridotti e dispersi; il blocco sociale che rappresentavano si è frantumato insieme alla tradizionale versatilità e competitività delle imprese. Il meccanismo di creazione della ricchezza si è inceppato, la mobilità sociale si è bloccata, l’industria tessile si è avviata ad un ridimensionamento che ne ha drasticamente ridotta l’importanza. Le tradizionali forme di rappresentanza, di partecipazione e gli equilibri che hanno in passato assicurato il superamento delle crisi, si sono rivelate incapaci a dare risposte adeguate ai nuovi problemi. Per la prima volta nella sua storia recente Prato ha dovuto registrare un peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, con un diffuso impoverimento delle famiglie, rassegnandosi ad un futuro incerto che presenta per i nostri figli minori opportunità di quelle che noi abbiamo avuto.

La città vive con smarrimento in un clima di incertezza, mentre si appannano i tradizionali punti di riferimento costituiti dai partiti, dalle associazioni di categoria, dai sindacati, dalle amministrazioni locali.

In questo quadro il Comune, nei limiti delle sue competenze istituzionali, ha cercato di dare le risposte possibili, di mantenere una tenuta sociale, di definire una strategia di potenziale nuovo sviluppo.

Pur con risorse finanziarie sempre più scarse si sono affrontati i problemi del vivere quotidiano come i più vasti progetti di sostegno alla trasformazione economica e sociale della città. Si è razionalizzato e messo in sicurezza il bilancio, risanato importanti istituti cittadini, senza aumentare tasse e tariffe per non gravare sulle famiglie. Si è aumentato l’impegno su scuola e sociale, avviati investimenti importanti sul fronte delle strutture scolastiche, della viabilità, dell’ambiente. Si è potenziato il trasporto pubblico con le Lam e aumentate le piste ciclabili. Si è avviato un confronto ed una collaborazione con i governi regionale e nazionale, con le amministrazioni vicine per affrontare il nodo e le potenzialità dell’area metropolitana. Si è stipulato con il governo un Patto per Prato sicura, per dare strumenti ad una politica sulla immigrazione che coniuga legalità ed integrazione e per assicurare quella sicurezza che i cittadini chiedono. Si è varata una revisione del Piano Strutturale , sanando distorsioni e ripensando gli assetti urbani secondo la nuova realtà. Si sono sostenute le attività produttive, dato impulso alla potenziale diversificazione in nuovi settori, come la logistica ed i servizi. Si è potenziato il ruolo innovativo che la cultura può assolvere, con l’Università, con il sostegno delle grandi istituzioni culturali, con il rilancio ed il raddoppio del Centro Pecci. Si è individuato nel polo espositivo e nel riassetto di tutta l’area della declassata un potenziale di nuove funzioni di interesse metropolitano, capaci di contribuire a dare nuovi impulsi alla nostra economia.

Tutto questo non è però bastato, non è stato recepito, non ha prodotto una diversa percezione dei problemi, non ha creato mobilitazione di forze, quel risveglio necessario a correggere le prospettive negative della città. E’ questo un segnale di scollamento, di difficoltà di intesa del Partito Democratico con i suoi elettori ed i ceti di riferimento.

Si impone dunque un salto di qualità nell’agire, nella capacità di rapporto con la città, nella elaborazione e nella proposta da parte di tutto il partito. Occorre una forte innovazione nelle forme e nei contenuti della politica che non solo riesca a cogliere il cambiamento che è avvenuto nella struttura economica, negli assetti sociali, nella percezione e nella vita quotidiana della nostra gente, ma sia anche capace di orientarla, di confortarla con una prospettiva positiva credibile, di aprire una fase nuova, con proposte condivise e capacità di governo dei processi. Questa è la sfida di oggi per il Partito Democratico.

Per fare questo occorre che vi sia piena coscienza della complessità e della difficoltà della fase che stiamo vivendo, è necessaria una analisi ed una strategia condivisa, su cui muovere tutti coerentemente. E’ indispensabile una unità forte del gruppo dirigente e una assunzione piena e incondizionata di responsabilità da parte di ognuno.

Per favorire questo obiettivo, per dare credibilità e cogenza a questa volontà di innovazione, per dimostrare quanto seria sia la determinazione del partito su questo terreno mi è stato chiesto di non proporre la mia ricandidatura, in modo che sia indiscutibile il cambiamento, si produca una scossa forte e profonda, si obblighi ad una riflessione vera, profonda e ad una generale assunzione di responsabilità nei confronti della città.

E’ un passo grave, che significa e sottolinea la volontà di assicurare, da parte del PD, e in primo luogo del suo gruppo dirigente, un impegno pieno ed incondizionato, a superare interessi personali, opportunismi e remore di ogni tipo per dare corpo ad una unità reale, ad uno sforzo unanime, ad un sostegno vero alla strategia che guiderà l’azione del partito, delle amministrazioni ed agli uomini e donne che ne assumeranno la responsabilità.

Io sono convinto della necessità di uno scatto, di un nuovo protagonismo di una netta assunzione di responsabilità. Io ritengo assolutamente necessaria l’unità del partito e del sostegno che tutti devono dare alla azione di governo. Non si affronta la nuova legislatura senza queste condizioni. La gravità della situazione non permette proposte che mantengano o producano divisioni.

Per questo, per dare alla città la certezza di un pieno dispiegarsi di energie, di una fase nuova di impegno incondizionato, io condivido la scelta di non candidarmi alla seconda legislatura.

La città è ancora forte di un radicamento democratico ed il suo orientamento politico è saldo, il segnale che vogliamo dare è di rinnovare la nostra capacità di guidarla nelle forme che il nuovo quadro economico e sociale ci impone. Non è questo che è in discussione.

Infine voglio ringraziare coloro che mi hanno voluto alla guida della città, chi vorrebbe che ancora continuassi e me lo ho ha manifestato con rabbia ed affetto, ma soprattutto tutti coloro che hanno fattivamente concorso al sostenere il mio lavoro, che mi hanno aiutato in questo compito così faticoso e difficile. A loro chiedo di continuare, come farò io, con la stessa determinazione con cui ci siamo adoperati finora. Di noi c’è assoluta necessità, lo dobbiamo alla nostra storia, alla città, alle componenti più deboli, a chi è travolto dalle trasformazioni in atto.

Al lavoro.
Marco Romagnoli


LETTERA DI MASSIMO LOGLI

Costruire scuole belle per i nostri ragazzi,dare nuove opportunità di lavoro a chi lo perde, mettere in piedi progetti – come il Centro di ricerca – che sfidano il futuro, costruire un dialogo vero per progettare il rilancio del distretto, contribuire alla costruzione di un cambiamento epocale. Sono gli obiettivi su cui insieme alla mia giunta, e al consiglio provinciale, mi sono impegnato dal primo giorno dopo la mia elezione. So per certo che abbiamo lavorato con passione e determinazione. Garantisco che da qui alle prossime elezioni saremo impegnati per raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati.

Prendo la Lam tutti i giorni e vivo a San Paolo da una vita. So quali sono i problemi della gente, perché sono anche i miei. Ci sono questioni che pesano nella vita delle famiglie e delle persone: offrire opportunità di impiego ai figli che hanno studiato, garantire il lavoro a chi lo cerca, trovare la strada di una convivenza difficile con persone che arrivano da paesi diversi, sentirsi sicuri nel proprio quartiere. Ma soprattutto avere speranza per il futuro. Il nodo sta proprio qui. È necessario, ne sono convinto, recuperare la speranza per il futuro.

La decisione di non candidarmi alle primarie del Partito democratico vuol essere proprio questo: un gesto che guarda al futuro. Non mi tiro indietro. Ci sono e vorrò esserci, sempre più libero di giocare una nuova partita a tutto campo. La mia è una scelta sofferta che vuole scuotere la politica e la classe dirigente del Pd. E’ tempo di mettersi in discussione. Non è questione di sondaggi e di numeri che vanno e vengono (e vanno comunque letti e interpretati). Le nostre comunità stanno vivendo un tempo storico eccezionale che merita un nuovo coraggio della Politica. Quella con la P maiuscola. A questo progetto intendo da oggi lavorare.

Dunque ci sono e ci sarò. Senza se e senza ma. Pronto a impegnarmi in un progetto che, rilanciando il ruolo di guida del Pd, mette al primo posto la speranza delle donne e degli uomini che rappresentano la vera forza delle nostre comunità.

Massimo Logli

lunedì 13 ottobre 2008

Rapporto 2009 sull'ecosistema urbano

Il rapporto sulla vivibilità ambientale dei capoluoghi di provincia italiani, Ecosistema Urbano, dossier realizzato da Legambiente con la collaborazione preziosa dell'Istituto di ricerche Ambiente Italia.

Ecosistema Urbano rappresenta e valuta i carichi ambientali, la qualità delle risorse e la capacità di gestione e tutela ambientale dei 103 comuni capoluogo italiani.

Gli indicatori utilizzati servono dunque a pesare la sostenibilità ambientale della città e quindi, in particolare, il carico che le attività economiche e gli stili di vita generano sulle risorse ambientali e la qualità delle risposte messe in atto.

Nel corso degli ultimi anni l'insieme delle città italiane ha mostrato un leggero miglioramento sulla gran parte dei parametri relativi alla qualità ambientale ed alla gestione, mentre sono incrementati i carichi ambientali, in particolare consumi energetici, carburanti e rifiuti.

E' fondamentale, però, ricordare che la complessiva "qualità ambientale" di una città include una molteplicità di fattori non sempre misurabili. Si pensi, ad esempio, a tutta una serie di aspetti - come la struttura urbanistica, l'integrazione tra spazi verdi ed edificato, la qualità e l'aspetto degli edifici, il clima - che sono difficilmente riconducibili ad un indicatore numerico.

L'obiettivo sostanziale che si pone Ecosistema Urbano è quello di misurare in qualche modo la "febbre" ambientale delle città e l'efficacia delle prescrizioni messe in atto: lungi dal rappresentare un Oscar assegnato alla qualità ambientale complessiva di un'area, esso vuole essere una sorta di "termometro" della sostenibilità.


SCARICA IL RAPPORTO

lunedì 15 settembre 2008

COMUNICATO DI GABRIELE TESCO, COORDINATORE DEL CIRCOLO PD DI CHIESANUOVA

"Ho letto le dichiarazioni di Gianni Cenni, che parla di divisioni interne ai circoli del Partito Democratico. Cenni è l'ultimo a poter parlare, visto che nel consiglio della circoscrizione Nord il gruppo di AN si è polverizzato facendo nascere il gruppo de La Destra. Anche in Consiglio Comunale mi sembra che le cose non vadano diversamente, visto che un consigliere eletto nelle file di AN ha preso un'altra strada. Non è denigrando il PD che Cenni risolverà i problemi nel suo partito. Sulla questione del sottopasso poi basta con le menzogne: i cittadini hanno diritto a conoscere la verità. Le strumentalizzazioni non porteranno a niente e il vero fatto è che la chiusura del semaforo poi ha portato a una riduzione del traffico. Noi siamo per evitare che il sottopasso diventi un luogo insicuro, ad oggi questo pericolo non c'è come confermano i dati delle forze dell'ordine, e noi abbiamo fiducia nel loro lavoro. Siamo sicuri che con l'impegno continuo di tutti, cittadini, associazioni, forze dell'ordine e amministrazione il luogo non subirà il degrado".

BASTA CON LE BUGIE!!!

Domenica 14 settembre siamo andati a contrastare con la nostra presenza le bugie di AN. La questione è il sottopasso di Chiesanuova, che la gente teme diventi insicuro.
Qui sotto il nostro comunicato e la rassegna stampa.

COMUNICATO del Partito Democratico - Circolo di Chiesanuova

Sul sottopasso di Chiesanuova ci sono state tante parole e prese di posizione, tante bugie.
Partiamo dalla realtà: i dati delle forze dell'ordine comunicati finalmente dall'amministrazione ci dicono che dall'apertura del collegamento si è verificato uno scippo nelle vicinanze, un atto grave.
Il rilevamento della Circoscrizione evidenzia che il sottopasso di Chiesanuova è utilizzato ogni giorno da centinaia di persone.

La destra allora dice bugie: non ci sono state decine di aggressioni come hanno raccontato alla città e alle persone. La destra invece di occuparsi dei problemi, come al solito, fa campagna elettorale, la fa nei confronti dei cittadini di Chiesanuova e di tutte le persone che utilizzano il sottopasso per recarsi al cimitero.

Noi pensiamo che il compito della politica sia rispondere alle domande delle persone. Ha fatto bene l'amministrazione comunale a installare i corrimano, la videosorveglianza e non ultimo i parapedonali per impedire l'attraversamento improprio dei motorini. L'ha fatto ascoltando le richieste delle persone per migliorare la struttura.

Se adesso per i lavoratori, le persone anziane, le donne che usano il sottopasso questo non è ancora sufficiente, allora noi pensiamo che si possano trovare ancora soluzioni, ad esempio un maggior presidio pubblico del luogo, una presenza che rassicuri quelle persone che temono che il sottopasso diventi insicuro, cittadini che dimostrano di tenere alla propria città e al proprio quartiere, che chiedono a Prato di migliorare sempre.

IL TIRRENO sabato 13 settembre 2008

Sottopasso di Chiesanuova: i ciclomotori il vero pericolo

Le forze dell'ordine escludono rischi di microcriminalità

Sottopasso di Chiesanuova: i ciclomotori il vero pericolo

PRATO. «Assenza di particolari situazoni di criticità relatire al sottopasso di Chiesanuova». «L'unico elemento è uno cippo avvenuto il 30 giugno scorso». Nero su bianco, con fax inviati al presidente della Circoscrizione nord Albero Man;an, la Questura e il Comando provinciale dei Carabinieri hanno fugato le preoccupazioni relative alla sicurezza della struttura ciclopedonale, interrata, di Chiesanuova.

A sollevarle era stato il comitato "no sottopasso", che a più riprese ha criticato la scelta operata dall'amministrazione. Proprio la sicurezza e la mancata tranquillità sono state al centro delle polemiche, tanto da spingere il presidente della Circoscrizione a mettersi in contatto con la Questura e coi Carabinieri, per avere notizie sulla presunta pericolosità del sottopasso. Polizia di Stato e Carabinieri hanno confermato per iscritto a Manzan che non esiste un particolare allarme. Lo stesso dicasi per la Polizia municipale che non ha riscontrato o avuro segnalazioni di episodi spiacevoli.

Questo non significa che vi sia un allentamento nelle misure di prevenzione. Manzan e il suo collega della Circoscrizione Ovest Giovanni Mosca, insieme all'assessore alle Opere pubbliche Enrico Giardi ricordano che, nel sottopasso, è stata potenziata l'illuminazione, che sono stati posizionati i corrimano e che è in funzione la videosorveglianza. Ancora: da alcuni giorni sono stati installati nuovi parapedonali, sfalsati l'uno rispetto all'altro, in modo da consentire il passaggio delle carozzine, rendendo, al contempo, più difficoltoso quello dei motorini. Il passaggio dei motorini è uno degli elementi che più creano turbativa.

«Ma non si può affatto dire - affermano Manzan e Giardi - che il sottopasso non venga usato e che nessuno lo voleva, come invece si sostiene». Manzan tira fuori un foglietto, una verifica fatta nei primi giorni di settembre: nell'arco di 8 ore, suddivise in parti uguali fra mattina e pomeriggio, l'attraversamento ciclopedonale interrato di Chiesanuova è stato utilizzato da 160 pedoni, 230 ciclisti e «purtroppo da tre persone sul motorino». In ogni caso, anche per prevenire questa "cattiva abitudine", dall'inizio di settembre i vigili urbani hanno organizzato servizi di polizia stradale agli accessi del sottopasso.